Art Gallery Reception.The beginning….

Ieri alle 6 ho chiamato Giorgio e gli ho “annunciato” che saremmo andati alla Randall Gallery a Dumbo (Brooklyn) all’opening della mostra fotografica del nostro connazionale Renato D’Agostin. Era troppo che non mettevo il naso fuori di casa, avevo voglia di un po’ di “mondanita’.

Quello che Giorgio non sapeva era che la babysitter, come al solito, non poteva restare la sera, quindi Filippo il Terribile sarebbe venuto con noi.

L’ho agghindato con un vestito camicia a scacchi, proprio da alternativo di Brooklyn. Ho agghindato la sua mamma con un vestito forse anche troppo elegante (ma non usciamo mai e avevo voglia di metterlo) e sono scesa per andare ad incontrare il mio bel maritino. Quando ha visto arrivare me e Filippo agghindati di tutto punto non ha avuto il coraggio di dire nulla………..(mi aspettavo gia’: “ma Camilla il bimbo e’ stanco, e anche il suo papa’ dato che i dentini ci hanno tenuti svegli tutta la notte, non potevi chiamare la babysitter?…”)

Invece ha avuto pieta’ della sua bella (ahahah) supertrendy mogliettina e del suo bimbo alternativo e ci ha accolti con un bel sorriso.

E via destinazione DUMBO….Facile direte voi. E invece no. Primo c’era il cambio di shift dei taxi, ovvero l’ora in cui i taxi finiscono il turno ed e’ praticamente impossibile trovarne uno. Prima imprecazione di Giorgio, dopo circa 25 minuti di inutile braccio sollevato. Ne vedo uno dall’altro lato della strada. “heyyyyyyyyyyyyyyyyy” grido “hey please, here!!!”. Il taxista turbantato si ferma. Halleluiah. Carichiamo tutto nel taxi, vi assicuro non e’ impresa facile…e ci posizioniamo io e Filippo dietro (che mi guarda come dire “ma mamma dove cavolo mi stai portando???”) e Giorgio davanti accanto al Turbante.

Il taxista mi chiede la destinazione. “Dumbo, Brooklyn” gli dico. Lui  mi guarda nello specchietto , con uno sguardo misto tra pieta’ e scherno, e mi dice “I don’t go to Brooklyn Miss”. Seconda imprecazione di Giorgio.

Dobbiamo scaricare tutto, compreso Filippo il Terribile che ha cominciato a gridare (svariate imprecazioni di entrambi). Ha ragione. E’ passata un’ora e abbiamo percorso un blocco. Abbandonare l’impresa. MAI.

Braccio alzato altri 20 minuti e finalmente ce la facciamo. Siamo a Dumbo. Entriamo nella Galleria. E’ tutto buio. Come mai? Sara’ una decisione dell’artista? Ah dimenticavo…oltreche’ buio ci sono circa 40 gradi…..(Giorgio sta per perdere il lume della ragione). Finalmente troviamo Cristina, la fidanzata di Renato, l’artista. Ci spiega che un’ora prima e’ saltato l’impianto elettrico, quindi niente luce, niente aria condizionata.

Le foto di Renato sono belle, pulite, luminose.

Giorgio col sorriso di un Rotweiler mi dice che scende a fumare una sigaretta con Gasparre, un francese magretto amico di Renato.

Io e Filippo ci piaziamo vicino alla finestra, con una bella birra ghiacciata (mamma degenere…e sara’ solo la prima….). Filippo e’ buono, tutti lo vezzeggiano, ride, io mi godo la birra e il “suono” della gente. Dopo un po’ piange. Strano, di solito a quest’ora dorme. Continua, non capisco. Mi avvicino, lo bacio….e capisco. Capisco che adesso devo trovare una soluzione. I bagni sono completamente al buio, mi dice Cristina, non hanno finestre. Lei pero’ ha una pila. Mi avventuro per i corridoi bui , con la pila tra i denti , il bimbo che piange e due o tre movimenti che scorgo sul pavimento….non voglio sapere cosa sono…

Dove cazz..e’ Giorgi????

Camilla

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