……..E’ a meta’ dell’opera!

Dove ero arrivata? Ah si al mio fantastico viaggio di lusso sul taxi…Entrati a Manhattan ci dirigiamo verso l’indirizzo fornitomi dalla mia nuova “drug free” coinquilina. Non vi posso dire il mio nuovo indirizzo perche’ so che poi mi verreste a cercare….posso solo dirvi che come aveva detto Carol (la pulitissima roommate) l’appartamento si trova nel punto d’incontro tra Soho-Tribeca-Nolita.

Beh cosa potevo chiedere di meglio? Il taxi si ferma in  una via incasinatissima, non riesce a parcheggiare, quindi in doppia fila con tutte le macchine dietro che suonano, il mio “amico” Abdul si fa pagare e mi dice che il bagagliaio e’ aperto….Ah gentile che mi aiuta a tirare fuori i valigioni giganteschi. Dopo averlo pagato, il tutto condito da ricca mancia, esco dal taxi attenta a schivare le macchine che cercano di superarci. Abdul mi guarda dallo specchietto, ma non accenna a scendere. Mi grida, se ho capito bene, che non puo’ scendere, c’e’ troppa confusione, rischia di prendere una multa. STR……….accidenti a me che ti ho data la mancia!!! Riesco in qualche modo a buttare, con tre colpi di reni, le valigie sul marciapiedi.

Ci sono, Canal street numero @#. Come mai e’ scritto tutto in cinese? E come mai ci sono praticamente solo cinesi per la strada??? Saro’ mica, cretina che non sono altro, a Chinatown??????Eh..mi sa proprio di si…incrocio Soho-Tribeca-Nolita sti cogli……..

Vabbe’ cerchiamo di essere ottimisti, alla fine di cosa mi lamento? Sono nella Big Apple!

Una volta trovato il portone (in realta’ sembra piu’ la porta d’accesso all’inferno da quanto e’ sporca) suono il campanello. Nulla. Risuono, forse Carol non avra’ sentito. Nulla. E adesso? Sono a pezzi, ho le mani rosse dallo sforzo per i valigioni, le braccia indolenzite, il cellulare scarico….forse mi viene da piangere. Mi siedo su un valigione e aspetto (ricacciando indietro le lacrime e ridendo allo stesso tempo). Carol arrivera’. Avra’ avuto un contrattempo, non c’e’ altra spiegazione.

Passano circa 20 minuti e vedo una ragazza (cinese chiaramente) che si avvicina alla porta dell’inferno.

“Caroooolllllll” grido io. Lei si gira…non ci posso credere e’ lei! Mi sorride, mi viene incontro….”sorry” mi dice, no Carol, non ti preoccupare, sono cosi’ felice di vederti….La abbraccio con le lacrime agli occhi.

Tralascio il fatto che Carol abita al quarto piano senza ascensore, che l’appartamento e’ minuscolo ( ma la mia camera e’ carina), che il bagno non ha finestra e devi tirare l’acqua circa 30 volte per far andare giu’ la pipi’ (igurati il resto ahahahah)……l’appartamento e’ pulito, luminoso (che per NY e’ un miracolo), Carol parla male inglese (strano perche’ le email erano scritte cosi’ bene!) ma sorride sempre, sono A NY sono FELICE.

LA MIA AVVENTURA E’ UFFICIALMENTE COMINCIATA.

bacio

Carlotta

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