Newyorkesi’s Blog: comunicazione di servizio

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La bicicletta

Io giro Ny ormai da anni in bicicletta. Mi e’ stato vietato solo per gli ultimi 4 mesi di gravidanza (e io avrei continuato fino a che’ non ci fosse stato piu’ spazio tra il pancione e il manubrio!), ma adesso ho ricominciato. Chiaramente mi sono dovuta comprare una bici nuova, dato che le intemperie invernali avevano decretato la fine della mia vecchia Camilla (io la bici la chiamo col mio nome…si lo so pensate pure che sia pazza!)

La nuova/usata Camilla e’ bellissima. Marrone, col cestino di paglia. L’ho pagata “solo” $100 ……pero’ da un mese a questa parte mi e’ costata piu’ di un affitto nel Meat Packing District!

Prima di tutto ho avuto la bella idea di usare come palo per legarla il palo di fronte ad un ristorante e chiaramente i delivery boys messicani mi hanno fatto capire bucandomi le ruote che non era cosa da farsi ($ 45).

La settimana dopo e’ venuto giu’ un temporale pazzesco e il cestino di paglia (finta probabilmente) si e’ praticamente disintegrato ($40).

Adesso viene il bello….dopo tutti questi inconvenienti ho deciso di portarla per un “check up” completo al negozio di biciclette (o meglio ladri di biciclette) accanto a casa. Mi avevano chiesto $50 ma pensavo ne valesse la pena! Dopo due giorni sono andata a riprendere la mia fiammante (speravo) Camilla.

Non solo mi hanno fatto aspettare quasi un’ora, dato che probabilmente e’ il tempo che ci hanno messo per fare il check up che non avevano fatto, mi hanno anche detto che le ruote erano troppo usurate e quindi avrei dovuto cambiarle. E che il lucchetto che avevo era come un invito ai ladri …quindi mi hanno consigliato un lucchetto di Criptonite….( $50+$ 45+$60 lucchetto economico!)

Alla fine pero’ ce l’avevo fatta….io e Camilla…e via verso nuove incredibili avventure!

Il giorno dopo, mentre  tutta felice pedalavo verso l’ufficio, mi e’ apparso di fronte all’improvviso un bulldog che non solo mi ha fatto tirare una inchiodata, mi ha pure morso!!!! Piano s’intende, sicuramente per giocare, pero’ mi ha morso! Ho imprecato contro la padrona, una rasta con dei peli sulle gambe che nulla avevano da invidiare a Giorgi, e ho continuato la mia corsa. Arrivata di fronte all’ufficio pero’ mi sono accorta che si era staccato il filo di un freno…ma cazzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Vabbe’ Camilla e camilla state tranquille……adesso vado a lavoro e poi penso a cosa fare, mi sono detta.

Uscita dall’ufficio avevo pensato di riportarla ai ladri di biciclette e lamentarmi del loro check up!!! (senza menzionare chiaramente il bulldog rasta!)

Ho messo la chiave per aprire il lucchetto ed era un po’ difficoltoso, non girava bene. Ho insistito un po’ e …TRACK la chiave si e’ spezzata dentro il lucchetto. Ma porca miseria! (in realta’ ho detto molto di peggio!!)

Con i nervi a fior di pelle me ne sono andata a casa.

La mattina dopo avevo avuto un’altra brillante idea. Sotto il mio ufficio c’erano due cantieri, figurati se qualcuno non poteva aiutarmi a tagliare il lucchetto! Con la faccetta disperata mi sono avvicinata ad uno degli operai e gli ho chiesto di aiutarmi. Gentilissimo ha preso una sega da metallo e mi ha seguito fino a Camilla. Un lavorone. 20 minuti dopo leggevo nei suoi occhi sfinimento e odio. Ho visto altri due operai dell’altro cantiere che ci guardavano e ridevano…allora armata di faccetta ancora piu’ disperata mi sono avvicinata ed ho chiesto loro aiuto.

Il piu’ grassotto e’ andato dentro il cantiere, e’ tornato con una grossa pinza e alla faccia della criptonite in 10 secondi ha tagliato la catena!

Morale della favola: Superman e’ una grande presa di c..o!!!!!!

Camilla

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Io il carrello me lo porto da casa: come sopravvivere al supermercato newyorkese

Folding shopping carts

Ormai sono a New York da quasi un anno. Ci sono tante cose che ho imparato vivendo qui. Ho cercato di adattare le mie abitudine alla mia nuova vita americana….e quindi ho comprato un orribile folding shopping cart. In Italia non sarei mai andata in giro per strada con questa specie di carrello pieghevole., nemmeno se mi avessero pagato..qui invece ho pagato ben $25 per averne uno (e mi sono pure pentita di non averlo comprato prima!).

Come vi ho gia’ spiegato, andare a fare la spesa e’ uno dei problemi principali per i Newyorkers. In pochi possiedono un’automobile, quindi ci si sposta a piedi o in metropolitana…e con i sacchetti della spesa non e’ certo semplice, soprattutto se pensate che la maggiorparte dei supermercati vende l’acqua in contenitori da 1 gallone e cioe’ da 5 litri! I primi mesi ho cercato di resistere: andavo al supermercato piu’ spesso, cercando di bilanciare i sacchetti…una volta ci sono andata addirittura con lo zaino! Poi mi sono resa conto che le mie povere braccine e la mia povera schiena non avrebbero retto troppo a lungo, quindi mi sono convertita al folding cart. Antonio era da mesi che mi consigliava di comprarlo, ma io ero impassibile:

…dai ma cosa credi che abbia!? 60 anni!? Ce la faccio non ti preoccupare! Ho anche l’abbonamento alla palestra (e ovviamente dopo le prime 3 lezioni di fila non ci sono mai piu’ andata…ma questo e’ irrelevante);

…un carrellino per andare al supermercato? E’ ingombrante ed e’ totalmente fuori moda!!

…non ho la patente internazionale!

Un mese fa ci siamo pero’ trasferiti e la strada per raggiungere il nostro palazzo e’ in salita…quindi, di solito arrivavo a casa tutta sudata, spettinata e arrabbiata con il mondo. Altro che Manhattan, a me sembrava di essere in Trentino Alto Adige!  Alla fine un giorno, distrutta dopo aver trasportato 3 sacchetti della spesa, un gallone d’acqua, l’ombrello e la borsetta, appena Antonio ha messo piede dentro casa gli ho urlato: “ho deciso, compriamo il folding cart!”. E adesso non posso piu’ farne a meno!

Il pomeriggio quando torno dal lavoro entro in casa, prendo il mio carrellino, e trotterello da Fairway. Non mi spaventa niente: salite, discese, gradini, sassi, immondizia. Mi sembra di partecipare a I Giochi Senza Frontiere! Quando per strada incontro un’altra ragazza (o vecchietta…piu’ probabile), anche lei alla guida di un folding cart, comincia la sfida: chi arrivera’ prima al supermercato? Chi riuscira’ a superare tutte le insidie delle streets newyorkesi? Eh va bene, cercherò almeno di non superare i limiti di velocità!

Anna

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W la pappa al pomodoro….

Mi manca Firenze, mi mancano prima di tutto gli affetti (vero mammina…) e dopo alcuni cibi che qua a NY e’ quasi impossibile riprodurre…Saranno gli ingredienti, sara’ l’acqua , sara’ che cavolo sara’…….

Soprattutto a Tribeca c’era certamente poco…finche’ non e’ arrivato Il Matto (e non parlo di Giorgio!).

L’ha aperto Matteo, cuoco di Firenze che dopo anni di “pratica” newyorkese ha deciso di aprire il suo ristorante che e’ un po’ matto come lui forse, come si vede dall’arredamento, ma si mangia cosi’ bene che a volte chiudo gli occhi e potrei riaprirli di fronte agli Uffizi.

Camilla

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Fat Witch Bakery: il brownie perfetto (e a volte anche gratis)

Fat Witch Bakery, Chelsea Market

Fat Witch Bakery, assaggi gratuiti

Il brownie più buono di Manhattan? Non ho dubbi: io lo mangio al Chelsea Market.

In questo grande mercato di lusso al coperto (una volta sede della Nabisco, l’azienda che ha inventato i mitici biscotti Oreo), si trova la Fat Witch Bakery (letteralmente: il panificio della strega grassa) che vende solo brownies…e sono deliziosi!!!

Il mio preferito è quello classico al cioccolato, ma la scelta è veramente varia: c’è quello al cioccolato bianco, quello al cappuccino, quello con le ciliegie, quello al caffè. Inoltre, le cuoche provette (non è il mio caso) possono anche comprare il preparato per cucinare il brownie a casa oppure il libro con tutte le ricette.

Il brownie normale costa $2.85, mentre quello baby costa solo $1.50. Ma cosa credete? Che io non conosca il modo per farvi risparmiare?!? Leggete qui:

1. potete chiedere di avere il vostro brownie “unwrapped”, cioè “senza carta, non confezionato”. A me non interessa proprio che il mio dolcetto sia avvolto nella plastica, tanto appena uscita dalla porta del negozio lo divorero’ in un sol boccone. In questo modo potete comprare il brownie normale a solo $1.50;

oppure (opzione per i più sfacciati),

2. potete mangiare gli assaggi gratuiti. Di solito le commesse tagliano i brownies a pezzettini, li infilzano ad uno ad uno con uno stuzzicadente e li mettono su un piatto vicino alla cassa. La prima volta ho fatto la timida: avevo paura di sembrare un’ingorda maleducata, e quindi ne ho assaggiato solamente un pezzettino e ne ho comprato uno intero. La seconda volta ho mangiato 2 pezzettini e ne ho comprato uno baby. Adesso non mi faccio più alcun tipo di problema: entro, prendo 3 pezzettini, li mangio davanti alle commesse sorridendo, prendo altri 3 pezzettini, me li mangio guardandomi in giro (magari faccio finta di essere interessata a comprare…).  Poi prima di uscire, con nonchalance, mi avvicino di nuovo al piatto e prendo altri 3 assaggini, da mangiare mentre passeggio per il Chelsea Market. E le commesse quando esco mi salutano pure! Quindi, coraggio, gli assaggi gratuiti sono li per voi!

Anna

 

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Per la strada: Greene Street

Greene Street

Stranezze Newyorkesi…

Anna

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John Cusack

John Cusack

Circa 2 mesi fa, ho incontrato per strada un attore. Ma non sapevo chi fosse. Cioè, ero sicura fosse un attore, ma non mi ricordavo il nome. Pensa, pensa, dopo 2 mesi finalmente un giorno in biblioteca, nella sezione dvd, lo vedo, lo riconosco, riesco a dare il giusto nome al suo volto: John Cusack.

Tornata a casa ho subito cercato sue foto su Google e vi dico la verità: dal vivo è molto più bello! E’ altissimo, affascinante, con un bel fisico… Io l’ho incontrato all’incrocio tra University Place e Waverly Place. Indossava un paio di jeans, una t-shirt rossa e occhiali scuri. Ho subito pensato stesse traslocando perchè stava trascinando un carrellino con dentro coperte e utensili da cucina. Quando mi è passato accanto l’ho guardato (è veramente bello!), ho realizzato fosse un attore, mi sono fermata, mi sono girata a ri-guardarlo e ho pensato: ok è un attore, ma non ricordo il nome. Che faccio? Glielo chiedo? No Anna sei matta che figuraccia! Cosa gli vuoi chiedere: Scusa, come ti chiami? Meglio lasciar perdere.

E così ho fatto. Ho proseguito per la mia strada. Ero contenta di aver incontrato un attore famoso, ma allo stesso tempo era frustrante perchè avrei voluto dire a tutti che avevo visto una celebrity ma se non sapevo il nome, che senso aveva?? Quindi, adesso, dopo 2 mesi di ricerche, posso farlo: ehi ehi lo sapete chi ho visto??!! John Cusack!!!

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